- Riqualificazione della piazza antistante palazzo Grosso. Riva Presso Chieri - Torino
- Gruppo di progettazione: Atelier di architectura - Torino *
- Giugno 2006
Indicazioni preliminari
L’area interessata dall’intervento parte da piazza Parrocchia, prosegue per via Gardezzana fino all’incrocio con via Baudo, coinvolge il cortile dell’ex cascina Gardezzana e, passando per piazza III millennio, prosegue su via Teofilo Rossi di Montelera, via Confraternita e converge nuovamente su piazza Parrocchia.
Stato di fatto
Attualmente reputiamo di essere di fronte ad una serie di “episodi” di indubbio valore, localizzati però in un contesto privo di connessioni.
Dal punto di vista urbanistico, l’area risulta “squilibrata” verso via Vittorio Veneto che, resa aulica con una pavimentazione di pregio, sposta il baricentro dal centro storico alla via in porfido. Se tutto ciò “scarica” l’area in oggetto da una percorrenza di passaggio - sostituita con una di “passeggio” - dall’altra rende il “salotto buono di Riva” un tesoro nascosto.
Descrizione dell’intervento
L’intervento proposto prevede, una volta definita l’area, una serie di connessioni atte a valorizzare e riequilibrare il patrimonio esistente.
Per prima cosa ci siamo preoccupati di “pulire” l’area.
In seconda battuta siamo passati al problema della viabilità che proponiamo di risolvere senza particolari prescrizioni o divieti ma, semplicemente, con dissuasori che, nel caso dell’area prospiciente palazzo Grosso, sono a nostro avviso, piuttosto convincenti.
Si propone di adibire a parcheggio l’aia della cascina Gardezzana (ombreggiata da un “arbrera” – elemento tipico della cultura e del paesaggio della pianura piemontese nonché investimento a medio termine per l’Amministrazione e, fino agli anni scorsi, “sponsorizzata” dalla Regione nell’ambito dei piani di rimboschimento), eventualmente estendibile su piazzale III millennio.
La proposta parte dalla pavimentazione, studiata secondo una simulazione tridimensionale e giocata su fughe prospettiche per guidare l’occhio su elementi di pregio e per creare le “connessioni” che, nello stato di fatto, latitano. Lette in quest’ottica, assumono significato i tagli convergenti e contrapposti del prato e dell’acqua, la pavimentazione di via Teofilo Rossi di Montelera, la “piazzetta” della confraternita e la piazza del Comune. Episodi, ognuno dei quali trattato secondo criteri differenti, seppur conformi. La scelta dei materiali parte dalla considerazione di metter in relazione due realtà (la piazza della chiesa in cotto e via Vittorio in porfido) distanti e apparentemente incompatibili. La pietra di Luserna ci è piaciuta subito, sia per valenza storica che per levatura culturale (e paesaggistica): si abbina con eleganza al cotto della piazza della chiesa e dialoga con il porfido di via Vittorio Veneto. Con la Luserna viene abbinato un acciottolato a tre cromìe (grigio, nero e porfido). Tutti materiali “storici” usati, però, secondo un taglio grafico di gusto attuale, per svelare così la nostra proposta filosofica di intervento in contesti storici: quella, cioè, che vuole materiali nuovi utilizzati secondo linee storiche e materiali storici usati con tagli moderni.
Così il campo, proposto come elemento di intersezione, una sorta di taglio aperto sulla terra che ritorna campagna e che si ricollega all’intorno… un elemento di sorpresa, senza dubbio, ma ordinario, variabile nel corso delle stagioni: vivo. Se si vuole, un pezzo di campagna incuneato nel tessuto costruito, quasi che fosse una sorta di “ritrovamento archeologico” sotto il manto d’asfalto. Senza dubbio l’impatto della facciata di palazzo Grosso vista dalla piazza, strizza l’occhio ai giardini ben più nobili della “corona di delizie” e rende questo spazio nuovo, moderno, fotogenico... emergente.
Per quanto riguarda l’acqua, è stata pensata come un vero e proprio specchio nel quale riflettere, a seconda dei punti di vista, la torre campanaria o la facciata di palazzo Grosso. L’idea è quella di una vasca a raso con il fondo in ghiaia e un velo d’acqua (2-4 cm) in modo da dare un effetto compiuto anche quando l’acqua non c’è.
* Atelier di Architectura: Sergio Deserti, Stefano Dughera arch., Paolo Dughera arch., Stefania Pennazio ing., Stefano Roletto




